Riflessioni

Il Convivio del Tigullio - Riflessioni

Riflessioni, pensieri, articoli e ricerche dei Soci e degli Amici del Convivio del Tigullio

Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L'imparzialità è un sogno, la probità è un dovere.Gaetano Salvemini

L’uomo che a Genova incontrò il profugo Enea

febbraio 2022 di Claudio A. Giberti Solo ad un livornese divenuto genovese “ciù di zeneixi” potrebbe capitare un’avventura del genere. Incontrare il vedovo Enea col padre Anchise sulle spalle ed il figlioletto Ascanio per mano che in fuga dalle macerie e i lutti di Troia si ritrovano incolumi tra le macerie e i lutti della piazza più bombardata d’Italia..Entrambe le cose hanno del prodigioso! Che sia opera dell’Enosígeo fratello di Zeus?E’ Giorgio Caproni.La sua produzione poetica si prolunga per più di mezzo secolo, “da un mondo di pennini e calamai e di ben rari telefoni all’avvio della rivoluzione informatica globale” (Stefano Verdino), “eppure c’è fra i due tempi un filo ben chiaro di rapporti e di riferimenti… Al fondo c’è sempre l’uomo inseguito dalle sue preoccupazioni e dai suoi tormenti” (Carlo Bo). Sul versante sintattico lo caratterizza uno stile nominale, stringato, chiaro, scevro di parole inutili, “in levare”, come egli stesso definisce lo stile di René Char nella prefazione dell’opera “Poèmes et proses choisis” da lui tradotta per Feltrinelli. A sostegno dell’essenzialità d’espressione l’ecclettico ed eccentrico Max Jacob scrive nel…
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Metafisica

luglio 2021 di Danila Boggiano È stato, è passato. È stato, dunque è passato. In una sequenza sempre irreversibile, poiché tale è la regola di questa partita persa. Conclusione banale, inutile scriverne, se non per il fatto incontestabile, un fatto per i secoli dei secoli, per l'intero cosmo, qual è e sarà, che qualcosa è stato davvero, finché non è passato, persino il fatto che oggi hai mangiato gnocchi con i ciccioli. Questa è l'ultimo testo di “La gioia di scrivere” pubblicato nel 2009 da Adelphi, libro che raccoglie tutte le poesie del Nobel 1996 Wislawa Szymborska (1923-2012), con l'ottima cura di Pietro Marchesani (1942-2011). Non si tratta di una poesia fra le più conosciute, essendo diventata la poetessa polacca, dopo il primo sconcerto seguito al Nobel, e perché in Italia era quasi sconosciuta e forse anche a causa di quel suo nome quasi impronunciabile, un fenomeno di culto. Ora in tanti lo pronunciamo agevolmente a significare che qualsiasi nome ci può diventare famigliare se lo riempiamo di giusto senso. Non è fra le più note questa poesia, dicevo, ma…
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Le epidemie di Camus di Saramago e il Covid-19. Nihil sub sole novum.

aprile 2021 di Claudio A. Giberti In greco antico πανδήμος significa “di tutto il popolo, generale” e επιδήμος “del posto, di casa”. Il primo attributo è riferito pertanto a qualcosa che coinvolge tutti, per estensione anche tutta l’umanità,il secondo, solo una parte.Sarebbe fantastica una pandemia di intelletto anziché di interconnessi esibizionisti.Da parecchio tempo però si attribuisce ai due sostantivi “pandemia” e “epidemia” solo il significato riduttivo e preoccupante di infezione contagiosa (virale o batterica), potenzialmente con esiti fatali, diffusa nel mondo la prima, circoscritta la seconda.Oggigiorno la parola “pandemia” evoca nel senso comune l’incubo dell’insidioso Covid-19 col suo odore di morte. Insidioso ma anche strachiacchierato ed equivoco perché tale l’anno reso le martellanti apparizioni mediatiche e i conseguenti comunicati scientifici o presunti tali, spesso contrastanti e fuorvianti, rilasciati anche da medici spinti più dall’ostentazione che dalla ragione.Eppure la storia dell’umanità è costellata di pandemie. Solo negli ultimi 120 anni ce ne sono state cinque. Tre nel XX secolo: nel 1918-20 la “SPAGNOLA” da virus influenzale H1N1 che in tre ondate contagiò 1/3 della popolazione mondiale e provocò la morte di…
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Colloqui fiorentini 2021 - "Segui la tua stella"

marzo 2021 racconto di Sofia Luparello, Giulia Parisi, Caterina Sivori, Beatrice Tiberti e Amie Zamperin (studentesse del Liceo Classico Marconi Delpino di Chiavari) coordinate dalla Prof.ssa Laura Cafferata Con gioia pubblichiamo il racconto "Segui la tua stella", firmato da Sofia Luparello, Giulia Parisi, Caterina Sivori, Beatrice Tiberti e Amie Zamperin, studentesse del Liceo Classico Marconi Delpino di Chiavari, coordinate dalla Prof. Laura Cafferata. Vincitore del Primo Premio per la sezione Narrativa della XXma edizione del Convegno Concorso nazionale "I Colloqui Fiorentini" che quest’anno è stato dedicato a Dante Alighieri e si è svolto in diretta streaming nelle giornate del 18, 19 e 20 marzo 2021. COLLOQUI FIORENTINI 2021racconto: "SEGUI LA TUA STELLA" << Tutti i nomi hanno un significato, ci identificano: il mio è Muna, che in arabo vuol dire “desiderio”. Ai genitori è affidato l’importante compito di scegliere il nostro nome; mia mamma Zahira mi ha chiamata così come augurio di libertà e come “desiderio” di vivere.Ogni persona associa quindi al proprio nome dei momenti speciali e significativi: “Muna” mi ricorda tutte le giornate estive passate a giocare in…
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